Tesi sull’età atomica

Di Günther Anders

Philipp Igumnov, collage 2021

La guerra tornata in Europa ha riaperto, sul terreno ma anche nel nostro immaginario, scenari di distruzione con cui non avremmo più voluto fare i conti. Incautamente fiduciosi nella razionalità umana abbiamo a lungo ricacciato nell’impensabile il pericolo rappresentato dalla minaccia di una guerra nucleare. Ora, invece, torna a balenare insidioso un pensiero: che questa guerra possa essere l’ultima, che questa era – l’era della possibile autodistruzione completa del genere umano – vada a compiersi. Superare quella soglia che credevamo, non si sa a quale diritto, invalicabile, appare giorno dopo giorno un’opzione tra le altre.

In aprile la Commissione europea ha attivato le “riserve strategiche”, nell’ordine di circa 550 milioni di euro, per fronteggiare prossime minacce di radiazioni nucleari (oltre che chimiche, biologiche e radiologiche). Pensare realisticamente all’eventualità, se non di un conflitto nucleare, comunque di azioni intenzionali che possano produrre fughe radioattive, non è più un tabù, tanto che si preparano personale e attrezzature per la decontaminazione.

Anche ponendo che nessun governante voglia effettivamente arrivare alla situazione in cui non ci saranno vincitori, non si può escludere l’intervento inaspettato del fattore “caso” – una mossa azzardata, un errore, un cortocircuito nelle decisioni – che può dare il via al primo colpo innescando una spirale di automatismi in cui la volontà dei singoli manovratori viene scavalcata dagli eventi e dalla necessità tecnica.

L’esistenza stessa delle armi di distruzione di massa, e il fatto che la bomba atomica non è un’ipotesi di scuola ma sia già stata usata, dovrebbe portarci a pensare seriamente alla condizione umana a partire dalla possibilità della sua estinzione. Sta a noi lottare affinché l’apocalisse non abbia luogo e per far questo ci vuole anche “il coraggio di aver paura”: quella paura adeguata all’enormità del pericolo, che è segno di consapevolezza, è strumento di conoscenza della realtà e come tale ci spinge a non rinchiuderci in disperata attesa ma a “uscire sulle piazze”.

Pubblichiamo a questo proposito un testo attorno al quale la riflessione non è mai abbastanza: le Tesi sull’età atomica, scritte dal filosofo Günther Anders nel 1960 (ne diamo una versione ridotta, il testo completo si può trovare in appendice al suo Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki, Einaudi, 1961; Linea d’ombra, 1995).

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